Il Progetto della Portaerei mai Realizzata

Nel 1961, prestando brevemente servizio all'Ufficio Storico della Marina Militare a Roma, venni incaricato dall'allora direttore, l'ammiraglio Aldo Cocchia, di esaminare se tra le vecchie carte dell'archivio della Direzione generale delle costruzioni navali e meccaniche (Maricost) vi fossero documenti di rilevante interesse per lo studio dell' evoluzione del naviglio italiano negli anni dal 1920 al 1945. Purtroppo, quell'archivio era già da
mesi in corso di distruzione (pare per risolvere problemi di sovraccarico delle solette dell'ultimo piano del Palazzo Marina sul Lungotevere, dove era sistemato) e ne rimaneva oramai solo una piccola parte. Tuttavia, poterono essere recuperati alcuni incartamenti degli anni Venti e Trenta che furono poi utilizzati per la redazione dei volumi della fortunata serie "Le navi d'Italia"che l'Ufficio Storico iniziò a pubblicare a partire dal 1962.
In particolare, ricordo di aver rinvenuto tra quelle carte, oramai in completo disordine, alcune tracce di tre significativi progetti di portaerei, tutti comunque rimasti a livello di studio: il "progetto Rota" del 1925, il cosiddetto "progetto Vian" del 1932 e quello del 1936 attribuito al generale del Genio Navale Umberto Pugliese. Per i primi due, il materiale si limitava ai disegni delle sole viste esterne di larga massima con qualche nota di commento e un paio di foto di modelli di studio; per il terzo, invece, furono rintracciate solamente alcune pagine di una relazione contenenti una sintesi delle caratteristiche tecniche principali, in due distinte varianti, della portaerei ipotizzata.
Questi documenti vennero poi utilizzati dagli amici Giorgio Giorgerini e Augusto Nani per la stesura del volume Le navi di linea italiane 1861-1961, edito nel 1962 dall'Ufficio Storico della Marina quale primo contributo alla già ricordata serie "Le navi d'Italia". Nel merito, Augusto Nani ridisegnò, semplificandole, le viste di massima dei progetti "Vian" e "Rota", per quest'ultimo riferite - come oggi si evince dalla premessa al progetto qui presen-tato - alla seconda variante dello studio, quella armata con cannoni da 203 mm.
Quanto riportato nel capitolo relativo alle portaerei dell'appena citato volume fu poi ripreso in letteratura da tutti gli autori, compreso chi scrive, che si sono occupati negli anni seguenti dello sviluppo - o, meglio, del mancato sviluppo - della portaerei in Italia sino alla seconda guerra mondiale. In altre parole, l'illustrazione di quei tre successivi studi ha in pratica rappresentato Vevoluzione dell'idea di portaerei così come si era sviluppata in Italia dalla metà degli anni Venti sino ad oltre quella del decennio successivo, per poi orientarsi verso la trasformazione in unità con capacità aerea di grandi navi passeggeri che a sua volta culminò nella conversione, peraltro mai terminata, dell 'Aquila e della similare Sparviero negli anni tra il 1941 e il 1943.
Questo era dunque lo stato delle conoscenze sull'attività di progettazione nello specifico settore sino qualche mese fa, quando entrai in contatto con l'ingegner Filippo Bonfiglietti il quale mi informò di disporre di un modello in scala 1:200 e di un completo studio di massima per la realizzazione di una nave portaerei redatto, su incarico del ministero della Marina, tra il 1928 e il 1930 dal proprio nonno, di cui egli porta lo stesso nome, che all'epoca, quale generale del Genio Navale, era a capo dell'Ufficio studi del Comitato per i Progetti delle Navi (Maricominav).
Dopo un esame delle copie dei documenti e del relativo modello di studio - il tutto ancora oggi conservato nell'abitazione che fu del generale Bonfiglietti, scomparso nel 1939 - mi sono convinto che quel progetto ha rappresentato un importate passo nell'evoluzione del concetto italiano di portaerei.
Nelle già ricordate ricerche di oltre quarant'anni or sono, non avevo rinvenuto alcuna documentazione in merito, forse per mia disattenzione o perché i relativi incartamenti - che a rigor di logica avrebbero dovuto essere presenti in originale nel vecchio archivio di Maricominav, poi confluito in quello di Maricost - erano stati nel frattempo distrutti. Spero ora che questa pur tardiva presentazione di quell'interessante studio possa infine colmare un "vuoto" nella ricostruzione storica dell'attività di progettazione in tema di portaerei da parte della Regia Marina a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso.
E.B.
Filippo BONFIGLIETTItel: 019 668 651 email: filippo@bonfiglietti.net