Turismo in Liguria

Le statistiche dicono che il turismo in Liguria è in calo. Tra il 2006 e il 2007 (primo semestre) le presenze sono calate dell'1,19%. Con un calo quasi eguale per gli italiani (-1,28%) e per gli stranieri (-0,92%). Con punte negative particolarmente a Savona per gli stranieri (-7.69) e a Genova (per gli italiani (-3.47%).
Le uniche provincie che hanno tenuto sono Imperia (+2.25%) e La Spezia (+6.18%), soprattutto nelle Cinque Terre, limitatamente agli stranieri. Un vantaggio quasi del tutto vanificato dal fatto che gli italiani, più numerosi degli stranieri (nella provincia di Imperia quasi il triplo), sono calati.
Fin qui, le statistiche. Quanto alle cause, occorre approfondire. Secondo Margherita Bozzano "il calo delle presenze nazionali negli alberghi è legato alla brevità delle vacanze ma anche all'extralberghiero, soprattutto all'affitto delle seconde case, un fenomeno, peraltro, al centro del confronto sulle politiche turistiche regionali della Liguria".
Secondo noi, si tratta di capire se chi va in una seconda casa, spendendo un quarto o un quinto di quanto costi un albergo, sarebbe disponibile ad andare in un albergo qualora mancassero le case in affitto. La risposta ci sembra evidente nei fatti: chi affitta un appartamento, qualora questo non sia disponibile non andrà in un albergo ma da qualche altra parte. In Corsica, in Puglia, in Toscana, dappertutto ma non in albergo: perché, evidentemente, l'albergo per lui costa troppo e il vantaggio che gli offre non se lo può pagare.
Onestamente, non ragionare per fasce comparabili ci sembra fuori luogo: altrimenti si potrebbe concludere che il calo dei clienti nei ristoranti da 100 Euro a pasto è dovuto al proliferare dei ristoranti da 10 Euro, e si potrebbe proporre qualche contromisura per costringere i clienti di questi a diventare clienti di quelli: senza capire che i clienti dei ristoranti economici, una volta costretti a frequentare solo quelli di lusso, semplicemente non andrebbero più al ristorante. E buonanotte.
Dunque, le cause vanno cercate altrove. Perché cercarle dove non sono serve solo a prendere decisioni sbagliate e quindi controproducenti.
Certo, per quanto riguarda Genova, ha giocato molto l'esaurimento delle azioni che negli anni passati hanno attirato una quantità di clienti inusuale: soprattutto la fine dell'anno di Genova Capitale della Cultura. E il danno si è esteso alla provincia.
Certo, per contro, nella provincia di La Spezia ha giocato a favore la crescente popolarità delle Cinque Terre.
Più difficile è dire cosa sia successo in positivo nella provincia di Imperia e in negativo nella provincia di Savona.
Ma resta il fatto che, in positivo o in negativo, i movimenti sono davvero modesti. Quindi il ragionamento di marketing da fare deve essere più globale e limitato ad azioni di corto raggio. Perché prendersela con le infrastrutture, con la rete stradale, con le ferrovie e così via sarebbe fuorviante come tema e servirebbe solo a posporre ogni soluzione di una diecina d'anni.
Secondo noi, tre sono gli aspetti strutturali positivi già in atto, che non vengono abbastanza considerati. E uno è un aspetto di comportamento su cui molto si potrebbe fare e non si fa abbastanza. Il primo degli aspetti strutturali è l'aumento dei posti barca nei porti turistici: in buona parte già esistente ma in parte ancora in rapido divenire: A La Spezia e a Genova quasi tutto è già in atto. A Loano e ad Imperia i nuovi porti saranno ampliati nel giro di un paio d'anni. E molti altri stanno arrivando. Solo che quasi dappertutto sono ancora insufficienti i servizi paralleli. E soprattutto, secondo noi, mancano le mete esterne e gli ancoraggi relativi. Col risultato che chiunque voglia farsi un giretto con la sua barca, di solito non sa dove ormeggiare: perché gli ormeggi possibili sono vietati. Così come succede alla Gallinara e all'isola di Bergeggi. Abbiamo già notato che questa, al momento, è la maggiore differenza fra la Liguria e la Costa Azzurra: e che, viceversa, basterebbe ben poco per attrezzare vaste zone, a pagamento, per attirare i turisti del mare che oggi fuggono.
Il secondo aspetto strutturale positivo in atto è la nascita di un certo numero di alberghi di alto livello un po' dappertutto, e il miglioramento di numerosi alberghi preesistenti. A Genova è stato inaugurato recentemente il Bentley, il primo albergo a cinque stelle. E, in ogni modo, la differenza tra gli alberghi di vent'anni fa e quelli attuali è davvero impressionante.
Il terzo aspetto strutturale positivo in atto è certamente Genova: migliorata al punto da non essere riconoscibile, sia per quanto riguarda il centro storico nobile, la Strada Nuova, il porto aperto al pubblico, l'acquario e così via, sia per quanto riguarda la periferia: basti pensare a Cornigliano e
Sampierdarena.
L'aspetto di comportamento, su cui molto si potrebbe fare ma non si fa abbastanza, secondo noi, è invece la qualità del servizio. Che, in Liguria, non ci sembra essere affrontata scientificamente, con una formazione adeguata, per far sentire i clienti a proprio agio fino al punto da farli tornare, da fidelizzarli.
Forse dipende dal carattere ligure, spesso rustico e poco amabile: ma ci sembra di poter dire che una maggiore attenzione al cliente, una maggiore capacità di mettersi nei suoi panni e di affrontare i suoi problemi come se fossero i nostri riuscirebbe a rendere i cliente più fedeli. Senza pretendere futilmente di rubarli alle seconde case in affitto o agli ostelli della gioventù, anzi rendendosi conto che questi clienti, una volta fidelizzati, resteranno in Liguria anche quando le loro finanze gli consentiranno di spendere di più e di pagarsi una vacanza in albergo.
Non è un caso che chi vuole pescare scientificamente ha capito da tempo che deve popolare l'acqua di avannotti e poi deve aspettare che crescano. Mentre in Liguria si preferisce pescare gianchetti e rossetti finché sono neonati (nessuno afferma che non siano eccellenti) e poi ci si lamenta che il mare è privo di pesci.
Chiaro che ciascuno è libero di mangiare ciò che vuole: ma danneggiarsi da soli per poi esercitare a vuoto la pur nobile arte del mugugno, sul piano del marketing ci sembra davvero un po' discutibile.
Filippo BONFIGLIETTItel: 019 668 651 email: filippo@bonfiglietti.net